Scrivimi qui, così non leggo
Per la campagna marketing che sto preparando per un cliente, da un paio di settimane sto esplorando i siti di diverse aziende farmaceutiche. Tralasciando i profili aziendali, che sono una parata di esempi di Aziendese puro, meritevole di un discorso a parte, mi è capitato di scoprire, per errore (che, a giudicare dalla storia della scienza, è un metodo antico e onorato di far scoperte), un interessante metodo di reclutamento. No, nomi non ne faccio.
Cliccando sul link “Lavora con noi”, lo speranzoso candidato in cerca di lavoro si trova di fronte a questo interessante messaggio:
Gentile Utente,
Per inviare un curriculum e candidarsi ad una delle posizioni aperte presenti, fai un click qui
N.B. Si avvisa che i curricula inviati attraverso questa casella non verranno esaminati. La propria autocandidatura andrà segnalata attraverso l’apposito link nella sezione “….”.
Rileggete, rileggete pure. Io l’ho riletto sei volte, e la traduzione non è cambiata:
Mandami qui il tuo curriculum, così non lo leggo.
Senza entrare nel merito della politica di reclutamento dell’azienda in questione, è il messaggio, con le sue implicazioni, che mi colpisce. Perchè quel messaggio è “Parla, parla. Non mi interessa quel che dici. Un modo di parlare devo dartelo, siamo nel Web 2.0, ne ho sentito parlare, devo darti modo di contattarmi – ma non ho intenzione di stare a sentire, e te lo dico anche. Se vuoi parlare con me, qua ci sono i miei cerchi infuocati. Entra nella gabbia e comincia a saltare.“
In quanti, anche senza occuparci della comunicazione di un’azienda farmaceutica multinazionale, abbiamo lo stesso atteggiamento? “Parlate, scrivete, commentate – io tanto non ascolto.”
Letture consigliate: The Cluetrain Manifesto (tradotto in Italiano, dall’ottimo sito di Luisa Carrada, Il Mestiere di Scrivere). Ha dodici anni, ma finché non lo capiamo tutti meglio rileggerlo.