In tutto il mondo e provincia
Noi italiani siamo, in gran parte, un popolo di esterofili. Senza entrare nel merito del perchè – e meno ancora in una valutazione se questo sia un bene e un male – io trovo comunque affascinante osservare come, allo stesso tempo e inspiegabilmente, siamo anche un popolo dal campanilismo sfrenato. E non è tanto un oscilare fra due estremi – “la serietà sta fuori da questo Paese”, e “solo qui sappiam fare le cose” – quanto un farli serenamente (?) convivere. Dal punto di vista della comunicazione, questo può produrre risultati piuttosto comici, come m’è capitato di vedere giorni fa su un sito aziendale:
“Operiamo a livello internazionale. Seguiamo anche tutta la provincia di Prato.”
Tutta, naturalmente.
Non c’è niente di strano ad operare sul mercato internazionale; e nemmeno, sia chiaro, a non farlo. E a dirla tutta, non c’è neppure nulla di male, almeno in alcuni casi, a seguire entrambi i mercati – se si sa farlo bene. Ma dichiarare che, oltre al mercato internazionale, ci s’industria anche a seguire l’intera provincia di Prato, genera qualche dubbio sulle prospettive e sulle idee di “mondo” di chi ha scelto di scriverla, quella frase (e mi riferisco all’Azienda, non al copywriter - ammesso che un copywriter abbia messo mano a quel sito, cosa di cui dubito abbastanza). Sarebbe bastato anche soltanto girare leggermente il periodo: “Operiamo, storicamente, sul nostro mercato locale, l’intera provincia di Prato, ma sempre di più collaboriamo con clienti in tutto il mondo” non è sicuramente una frase da manuale di copywriting, ma almeno fa capire che nella mente di chi la scrive c’è una distinzione netta fra la dimensione di Prato e provincia e quella dell’orbe terracqueo.
Certo: sono dettagli. Come tutto: il nome dell’Azienda, il budget di marketing, la politica di prezzo, l’arredo degli uffici… sono dettagli. E come tutti i dettagli, contribuiscono a formare un’immagine complessiva – quella in base a cui si viene poi valutati, giudicati, scelti dai clienti. E io di solito trovo consigliabile, se non si fa il comico di professione, cercare di non avere un’immagine buffa – o almeno, non involontariamente buffa.