I maggio 2011

Posted by Fabio on 01/05/2011 in Comunicare è... |

C’è una storiella che io amo molto. E’ anche una storiella un po’ banale, forse: però è la storiella che mi ha fatto capire che mestiere faccio, e quanto lo amo, ed è ancora la storiella che uso per spiegare ai malcapitati che me lo chiedono cosa sia il mio lavoro. E oggi mi sembra il giorno giusto per raccontarla anche qui, e mi perdoneranno quelli a cui l’ho già raccontata una, due, o dieci volte.

 

E’ maggio, e siamo a Parigi. Lungo una strada dove passeggiano centinaia di persone, su un marciapiede, sta seduto un mendicante. E’ parecchio male in arnese, e ha in mano un pezzo di cartone con scritto “Sono cieco. Aiutatemi.” A terra, davanti a lui, un cappello – sul cui fondo non ci sono che pochi spiccioli. La gente passa, lo guarda, continua.

 

Ma ad un certo punto, passa un copywriter. Si avvicina, al “buongiorno” che il cieco rivolge a ogni passante risponde mormorando un “mi scusi”, si china, prende il pezzo di cartone, lo gira e scrive rapidamente qualcosa con la sua penna. Poi lo restituisce al mendicante e si allontana.

 

La sera, tornando dai suoi impegni, il copywriter ripassa dallo stesso punto. Il cappello del mendicante è strapieno di monetine, e anche di qualche banconota, e la gente continua a fermarsi, lascia qualcosa, spesso rivolge due parole gentili alll’uomo seduto sul marciapiede. Quando il copywriter risponde “Buonasera” al solito saluto del mendicante, questi allunga il braccio e riesce ad afferrargli la giacca. “Mi scusi” farfuglia “ma ho riconosciuto la voce. Lei è il signore che ha preso il mio cartello stamattina. Dopo che è andato via lei, la gente ha iniziato a fermarsi, a parlarmi, mi hanno lasciato” il mendicante tocca il cappello stracolmo ” mi hanno lasciato un sacco di soldi… ma cosa ha fatto, cosa ha scritto sul mio cartello?”

 

Il copywriter sorride. “Oh, nulla di che. In realtà, ho solo riscritto quello che c’era con parole diverse. Buonasera, e buona fortuna.” E si allontana.

 

Il cieco rimane lì, seduto. In mano ha il suo cartello.

 

C’è scritto “Oggi è primavera a Parigi. E io non posso vederla.”

 

Buon Primo Maggio, lavoratori.

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